San Pietro a Maida, 11 gennaio 2011 – Avrebbero dovuto essere sette i lavoratori Lpu-Lsu in servizio al Comune da stabilizzare l’anno scorso. Invece, per motivi legati alla situazione economica dell’ente, l’esecutivo municipale ha proceduto alla stabilizzazione solo di quattro unità precarie, a tempo indeterminato e parziale (50%), nelle aree tecnica, amministrativa e dei servizi sociali. Una decisione resa possibile da alcuni fattori: l’ente non è soggetto al patto di stabilità; dal 2004 alla fine del 2009 ha registrato sette cessazioni dal servizio, senza dare corso alla copertura dei posti vacanti; in base a una stima delle uscite finanziarie per il personale, inclusa la stabilizzazione dei quattro precari, prevede per quest’anno una spesa inferiore a quella del precedente.La stabilizzazione dei quattro precari nel municipio governato da Pietro Putame ovviamente ha comportato la modifica del piano comunale di fabbisogno del personale, incidendo sul regolamento municipale di organizzazione degli uffici e dei servizi. Tutto questo dopo che il Comune lo scorso febbraio aveva provveduto a rideterminare la propria dotazione organica con contestuale manifestazione di intenti riguardo alla stabilizzazione di lavoratori Lpu-Lsu. Il mese successivo aveva approvato il piano di fabbisogno del personale per il triennio 2010/2012, decidendo di procedere alla copertura di dodici posti a tempo indeterminato e parziale (50%). Dopo l’approvazione regionale del progetto di stabilizzazione dei precari, lo scorso novembre il Comune apportò una modifica parziale allo stesso piano triennale, prevedendo per l’anno passato la stabilizzazione di sette lavoratori Lsu-Lpu utilizzati nei servizi per la copertura di altrettanti posti vacanti, sempre a tempo indeterminato e parziale (50%). Seguirono per la necessaria selezione un apposito avviso e la conseguente graduatoria.Poi un fatto nuovo. Da un accurato controllo sulla situazione economica dell’ente è emerso un quadro finanziario piuttosto precario, anche per il venir meno delle risorse del parco eolico di Barone, per le spese legate alla neo costituita unione intercomunale “Monte Contessa” (di cui San Pietro a Maida fa parte) nonché per la definizione di vertenze giudiziarie e piani di estinzione di debiti pregressi.
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