motta santa lucia7_thumbLamezia Terme , 04 agosto  2010- La vicenda del brigante Villella finisce in parlamento. Infatti c’è un’interrogazione a risposta scritta del deputato siciliano Domenico Scilipoti, dell’Idv, ai ministri della Giustizia Angelino Alfano e per i Beni culturali Sandro Bondi per sapere «se e quali iniziative di competenza si intendano assumere, al fine di procedere a una rapida restituzione dei miseri resti del «brigante» Giuseppe Villella alla famiglia e alla sua città». Stessa richiesta per «tutti i resti identificati, meridionali e non, alle rispettive famiglie e città per ottenere degna, cristiana e civile sepoltura». L’interrogazione parlamentare segue la richiesta avanzata circa tre mesi fa dal sindaco mottese Amedeo Colacino di restituzione degli avanzi mortali di Giuseppe Villella, presunto brigante nato a Motta Santa Lucia nel 1803 e morto in carcere a Pavia nel 1872, per un’adeguata sepoltura nel cimitero del paese. «In maniera del tutto immotivata dal punto di vista scientifico Cesare Lombroso», scrisse Colacino, «fece di Giuseppe Villella il simbolo della sua teoria sulle fossette occipitali e, quindi, di tutta la delinquenza calabrese e meridionale, contribuendo in maniera nefasta alla creazione di preconcetti razzisti e mai del tutto cancellati nei confronti della nostra gente, giudicata geneticamente inferiore o pericolosa. A 150 anni dall’unificazione d’Italia e in vista delle celebrazioni che dovrebbero essere finalizzate alla ricostruzione di una memoria storica nazionale finalmente condivisa, si ritiene doveroso», concluse il primo cittadino mottese, «richiedere la restituzione dei resti di Giuseppe Villella». Nell’atto parlamentare l’onorevole Scilipoti riprende il testo della richiesta di Colacino, evidenziando fra l’altro che al Museo di antropologia criminale di Torino, riaperto lo scorso 27 novembre, «crani e altre sezioni dei corpi di centinaia di “briganti” meridionali (mescolati con quelli di criminali e malati di mente), giacciono in una sorta di fossa comune, esposti in quell’occasione in grande evidenza». Lo stesso deputato rimarca che la giunta comunale di Motta ha deliberato, dandone delega al sindaco, «di proporre alle istituzioni interessate la restituzione dei resti del concittadino Villella, conservati nel Museo di antropologia criminale “Cesare Lombroso” dell’Università di Torino”». Per il parlamentare «la restituzione dei resti di Giuseppe Villella avrebbe un profondo valore simbolico come gesto di vera riconciliazione nazionale, segno della sempre più necessaria ricostruzione della verità storica e dell’attesa restituzione di giustizia e dignità nei confronti di Giuseppe Villella, dei suoi eredi, dell’intera cittadinanza di Motta Santa Lucia. Simbolo, infine, del riscatto di tutte le popolazioni calabresi e meridionali». Lo stesso deputato siciliano ha guidato la recente visita del comitato “No Lombroso” al Museo di antropologia criminale dell’Università di Torino, dove sono conservati i resti mortali di Giuseppe Villella. Il comitato antilombrosiano, che chiede la chiusura della struttura museale torinese, la cancellazione di Cesare Lombroso dalla toponomastica cittadina e la soppressione delle sue teorie dai libri di testo, sottolinea che i resti del mottese Villella, «insieme con quelli di moltissimi altri resistenti meridionali alla guerra di annessione del Sud del 1860/61, sono ancora esposti nel museo a insulso e inutile suffragio delle false teorie lombrosiane». Alla visita ha preso parte anche il primo cittadino mottese.
gazzettadelsud.it

 

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