Lamezia Terme , 31 agosto 2010 – Ancora una volta l’ultimo weekend d’agosto è stato consacrato da molte persone, come vuole la tradizione, alla visita del santuario della Madonna di Visora, detta comunemente della Quercia. Un culto quello mariano conflentese che investe non solo i paesi limitrofi, ma anche altre province. Molti gli emigrati ritornati puntualmente per assistere ai festeggiamenti. Tanti coloro che hanno raggiunto in pellegrinaggio la località del Reventino, per devozione, per voto, per semplice consuetudine. Nello scorso weekend il paese per qualche giorno ha modificato il suo consueto aspetto per il massiccio afflusso di persone in automobile o in pullman. Un movimento di decine di migliaia di pellegrini, che ha reso difficile trovare un parcheggio e ha richiesto ai servizi uno sforzo enorme per soddisfare le esigenze di tanta gente. Ieri, giorno della cosiddetta festa “di cujintari”, con le ultime bancarelle rimaste e i visitatori ritardatari s’è archiviata l’edizione 2010 dei festeggiamenti mariani. Chi ha voluto visitare il santuario usufruendo di quell’appendice religiosa e commerciale dell’ultimo lunedì di agosto, giorno di sensibile minore affollamento, provenendo dal versante tirrenico e volendo evitare le lunghe code del controesodo ancora in atto sulla corsia nord dell’autostrada, ha dovuto scegliere il tortuoso percorso provinciale Nocera Terinese – S. Mango d’Aquino – Martirano Lombardo – Martirano – Motta Santa Lucia – Conflenti. Nel paese del culto della Madonna di Visora alle ore 13 c’era già la smobilitazione delle bancarelle. Ma l’interno del santuario ancora era addobbato a festa con tanti vasi di fiori intorno alla statua mariana, collocata temporaneamente su un lato dell’altare, sotto un magnifico baldacchino di metallo sovrastato da una corona. Questo, in attesa di riprendere ieri pomeriggio il consueto posto nella nicchia dietro all’altare. Dal 26 al 29 del mese il santuario è rimasto aperto pure di notte. Per far fronte all’afflusso della gente sabato e domenica scorsi è stato attivato un servizio-navetta, mentre un’autoambulanza con personale sanitario stazionava in prossimità del municipio. Dopo giorni di straordinario movimento di veicoli e persone, ieri il paese, dunque, cominciava a riprendere la consueta tranquilla fisionomia. I conflentesi sono assai attaccati a ciò che rappresenta la festa della Madonna di Visora a livello religioso ed economico. Tanto che in certi ambienti non è tollerata alcuna nota critica perfino sul numero delle bancarelle e delle persone presenti, perché la festa dell’ultima domenica di agosto è «un elemento decisivo per tutta la vita, sia economica sia sociale del paese». In concomitanza con i festeggiamenti mariani l’abitato si ripopola e si rivitalizza sul piano economico e sociale. A prescindere dalle bancarelle, tutti gli esercizi commerciali ne traggono beneficio, comprese ovviamente le attività inerenti alla prodotti tipici, quali i dolci. Ma la motorizzazione di massa ha inciso sull’usanza dei decenni scorsi che spingeva parecchi fedeli forestieri a pernottare alla meno peggio a Conflenti, in concomitanza con i festeggiamenti mariani. Coloro che ricordavano la frescura che nel passato sul sagrato del santuario era offerta da un gigantesco olmo campestre, di circa 700 anni d’età, giunto alla fine della sua vita negli anni scorsi, hanno notato con gioia che al suo posto cresce rigoglioso un “Ulmus minor miller”, donato alla comunità dall’orto botanico dell’Università “Federico II” di Napoli.gazzettadelsud.it

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