centrale_a_bio_masseLamezia Terme , 31 luglio 2010- Nella cornice di Piazza Brutto giovedì sera l’affollato convegno-dibattito organizzato dal Comitato del No alla centrale a biomasse di Panettieri, dal Forum del Reventino e dal Forum Ambientalista Calabria. Si è respirata, fra le circa 400 persone presenti, aria di partecipazione, quella necessaria per potersi realmente confrontare e giungere a decisioni il più possibile condivise e rispettose degli interessi della collettività. La piazza è di fatto il luogo della democrazia, il luogo nel quale ci si può confrontare e scontrare civilmente, seguendo i più elementari dettami del buon senso. Il consigliere regionale Mimmo Talarico, artefice dell’interrogazione sul progetto di centrale energetica, ha letto il parere negativo rispetto al progetto del ministero per i Beni e le attività culturali, evidenziando che molti sono gli elementi che non quadrano e che l’iter approvativo non è poi così semplice come invece hanno fatto pensare il sindaco della vicina Panettieri e la sua giunta. L’avvocato Marcello Nardi, responsabile nazionale dell’ufficio legale del Forum Ambientalista, ha spiegato le puntuali e problematiche osservazioni fatte in sede di conferenza dei servizi. L’esperto Ferdinando Laghi ha evidenziato come l’impianto previsto non possa essere definito una centrale a biomasse ma a tutti gli effetti un inceneritore di biomasse. Le prime per essere definite tali devono, per garantire il pareggio dell’ossido di carbonio, essere con una potenza di 0,5 megawatt e devono prendere le biomasse ad una distanza massima di 25 km dall’impianto. Gli elementi prodotti dagli inceneritori, quindi anche da quello previsto a Panettieri funzionante a legno, secondo Laghi sono le nano polveri e le diossine. L’esposizione al particolato produce un aumento delle patologie cardiovascolari e respiratorie, ma anche di quelle di natura tumorale. I limiti di legge a cui ci si appella per avvalorare la tesi della bontà dell’impianto, non sono altro che una mediazione di varie esigenze, sociali ed economiche. L’esperto ha sottolineato che le amministrazioni hanno il dovere d’informare i cittadini. Si può dire di sì, ma non si può fare a meno di dire pubblicamente quali sono i rischi che questa risposta comportano. Rischi che non sono solo relativi alla salute ma anche all’economia di un territorio. Ecco perché gli amministratori non possono esimersi dal prendere, in merito a queste ed altre questioni, delle decisioni forti e chiare. L’europarlamentare Luigi De Magistris ha evidenziato come questi progetti, assolutamente insostenibili per il territorio, si prestano a giochi di potere, di «cricche che vogliono solo speculare». Da anni la Calabria è territorio privilegiato per fare affari, ha detto l’ex magistrato. Sono sorte centrali elettriche a biomasse e pale eoliche dove il vento non è sufficiente. E perciò che, grazie ai fondi europei e nazionali, mentre la Calabria poteva diventare la regione più ricca d’Italia s’è ritrovata a confermare il triste primato di essere tra le più povere. Eppure secondo l’europarlamentare «grazie ad iniziative come questa l’occasione si potrebbe trasformare in un laboratorio politico e sociale. Ecco perché è necessario adottare la politica delle piccole cose. Con idee semplici è possibile fare la rivoluzione culturale, economica, morale e sociale di cui questa regione ha bisogno». Tonino Perna, docente universitario e ambientalista, ha evidenziato come sia sempre possibile pensare ad uno sviluppo che non abusi delle risorse ma che al contrario le usi in modo intelligente. Un’azione di sviluppo pianificata, considerando gli effetti a breve, medio e lungo termine, concertata e studiata in modo scientifico consente ad un territorio di svilupparsi nel tempo. Le energie rinnovabili secondo Perna sono una risorsa da prendere in seria considerazione ma vanno inserite in un piano serio, che valuti le caratteriste e le possibilità del territorio affinché diventino parte di un progetto più ampio di crescita economica e sociale. Tutti i relatori hanno ribadito l’importanza che le comunità si uniscano senza farsi condizionare dai colori partitici e che agiscano nel migliore dei modi per tutelare il territorio e difendere la salute pubblica. Al termine delle relazioni è stata data la parola al pubblico. Il primo ad intervenire è stato il presidente del consiglio comunale di Soveria Mannelli Angelo Sirianni che ha spiegato i motivi della delibera contro l’impianto, che tra l’altro sta facendo il giro d’Italia, per la meticolosità con la quale è stata fatta. Ha inoltre invitato i vari comuni, in particolare quello di Carlopoli, a prendere una posizione chiara ed ufficiale. L’amministrazione carlopolese per il momento ha elaborato una lettera aperta in cui prende una posizione ufficialmente contraria alla centrale a biomasse di Panettieri.

 

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