Porta il nome della dea greca Demetra e vuole simboleggiare la rinascita a vita nuova dopo una dolorosa esperienza di annientamento di sé. Si tratta del Centro contro la violenza sulle donne voluto dal Comune e realizzato grazie all’impegno dell’assessorato alle Politiche sociali guidato da Elvira Falvo e dalla commissione cittadina per le Pari opportunità presieduta da Rosa Andricciola. Alla creazione di quello che viene considerato un “presidio di civiltà”, presentato in un convegno al Teatro Umberto, hanno collaborato anche l’azienda sanitaria provinciale e diverse associazioni che operano sul territorio locale. La sede del Centro è ubicata nei locali comunali di corso Numistrano e si avvale della consulenza di diverse figure professionali come psicologi, avvocati, assistenti sociali che opereranno in piena sinergia. Il Centro antiviolenza garantisce numerosi servizi, del tutto gratuiti, a tutte quelle vittime di violenza che vogliono uscire dal tunnel del silenzio, dell’accettazione passiva di ogni genere di sopruso per recuperare la propria identità e il proprio equilibrio psicofisico. Chi volesse può contattare gli operatori del Centro al numero telefonico 0968/207604 ( orari ufficio) o al numero verde 800550403. L’assessore comunale Falvo ha ribadito che «il Centro rientra negli strumenti operativi del Piano sociale varato dal Comune e che vuole favorire l’attenzione e la sensibilità della popolazione verso particolari tematiche». Andricciola ha evidenziato il fatto che «spesso la violenza si porta dietro il pesante fardello dell’umiliazione e della mancanza di coraggio a denunciare. Da ciò – ha aggiunto – l’auspicio che il Centro sia il primo passo verso un percorso che preveda la creazione di centri d’ascolto anche per minori, in modo che il fenomeno dell’abuso su donne e bambini emerga dal buio della paura che ancora lo circonda». All’incontro all’Umberto hanno partecipato fra gli altri il procuratore della Repubblica Salvatore Vitello, il presidente della sezione penale del tribunale Giuseppe Spadaro e il sindaco Speranza. Fra i diversi relatori, il sostituto procuratore Domenico Galletta ha posto l’attenzione sulla violenza espressa dai criminali organizzati che «sono dei disadattati sociali, non in grado di educare i figli secondo canoni di civiltà. Ragazzi – ha rimarcato il magistrato – che sono persone libere, componenti di quella comunità che abbiamo il dovere di difendere. Quindi ben venga il Centro antiviolenza che ha anche una funzione di prevenzione del fenomeno».

gazzettadelsud.it

 

0 Comments

You can be the first one to leave a comment.

Leave a Comment