Lamezia Terme , 31 luglio 2010- I giudici si sono chiusi in camera di consiglio dalle 19 di ieri e fino a tarda notte non sono usciti con la sentenza del processo sul Grand Hotel Marechiaro di Gizzeria in cui sono imputati di truffa, falso, abuso d'ufficio e associazione per delinquere l'ex governatore Giuseppe Chiaravalloti, gli assessori regionali Pino Gentile e l'ex Paolo Bonaccorsi, e diversi dirigenti regionali come Stefano Torda, Pasquale Anastasi, Andrea Iovene e Roberto Fusco. Sott'accusa anche il proprietario dell'albergo Paolo Sauro di Gizzeria. Secondo il pubblico ministero Luigi Maffia quell'hotel mai completato è innanzitutto abusivo perchè costruito entro i 300 metri dalla battigia, ed i 4,2 milioni di euro sborsati dalla Regione per costruire l'edificio a cinque piani sul mare sono il risultato di una truffa. Davanti al tribunale lametino presieduto da Pino Spadaro, affiancato dai giudici Francesco Aragona e Antonio Danise, sono sfilati diversi imprenditori. Sarebbe emerso dal dibattimento che il progetto del Grand Hotel Marechiaro non è stato istruito nè dall'ufficio tecnico comunale nè dagli uffici regionali. In un primo momento, nel 2002, l'imprenditore Paolo Sauro chiese il finanziamento alla Regione attraverso il Por, poi dopo aver avuto inizialmente esito negativo, successivamente provò con un'istanza di accordo di programma. Per bypassare le lunghe trafile burocratiche e tecniche, secondo l'accusa, fu proposto e adottato questo sistema di concertazione tra il Comune di Gizzeria e la Regione per dichiarare l'hotel di pubblica utilità. Si sarebbe dovuta fare una conferenza di servizi che non c'è mai stata. Ma i soldi arrivarono a Sauro che cominciò a spenderli per costruire il suo nuovo Grand Hotel, che però fu sequestrato e mai ultimato.
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